Tag Archives: #Paris

Ho giocato a bocce come un pensionato e mi sono divertita: il mio outing

#Bonjour #Paris n. 41-02/09/2018 Amici e amiche italiani, faccio outing: ieri ho giocato a bocce come un pensionato. E ve lo dico, mi sono divertita. Tanto! #bastaPregiudizi #leBocceSonoGiovani N.B. Invito a notare, nella foto (thanks Jo Pagès 4 this pic!) l’estrema serietà con cui ho   accolto questa nuova sfida della mia vita #CoseSerie Perché le bocce richiedono un sacco di concentrazione

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Techno parade, quando Parigi scimmiotta un sabato sera a Rimini

Don Rimini è uno dei DJ più attesi di oggi. Ce n’è un altro che si chiama “D-Sturb”. Saranno in centinaia, oggi, a partire da mezzogiorno, a far vibrare gli enormi sound-system montati su 16 carri che sfileranno per sparare musica techno lungo le strade di Parigi centro-est. L’obiettivo? Valorizzare la musica techno, per promuovere l’accettazione culturale delle sue principali

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Kouign-amann: vi presento l’hamman bretone del gusto

#Bonjour #Paris n. 40-01/09/2018 Il New York Times lo ha definito “il prodotto di pasticceria più grasso di tutta Europa” e la rivista Food & Wine lo ha inserito, quest’anno, tra le 40 migliori ricette di tutti i tempi. Confermo e A-DO-RO #adoro Vi presento la mia colazione di stamattina, il quignaamann (scritto: « kouign-amann ») una specialità culinaria del

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Traumi Rital: addio “Boh”? Prrr….Bon, bin !

#Bonjour #Paris n. 37-29/08/2018 E poi boh, quando ne ho preso coscienza, l’ho vissuto come una specie di trauma identitario. Ebbene sì, nel mio vocabolario quotidiano ho rimpiazzato il nostro meraviglioso “Boh!” con la obbriobriosa pernacchia francese: “Prrrr”. Chiedo venia. Mah, bon. Che “bon” fortunatamente persiste, dato che è ambiguamente franco-ferrarese. Ma #sapevatelo, “Bon” è spesso seguito da un “Bin“:

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In bici: dalla maxi pagoda alle rive della Marna, fino al villaggio di Sucy-en-Brie

#Bonjour #Paris n. 36-28/08/2018 L’altro giorno mi sono trovata ad avere due ore e mezza non previste di totale libertà. Semplicemente fantastico. Pronta, via! Inforco la bici e mi dirigo allegramente verso il Bois de Vincennes. Obiettivo? Le rive della Marna, che ho già avuto modo di apprezzare in passato, ma solo in parte, durante qualche allenamento di corsa. E voilà,

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«Ce n’est pas grave»: Perché i parigini sono i nuovi napoletani

#Bonjour #Paris n. 35-27/08/2018  “Ce n’est pas grave”. Voglio cominciare la settimana con questa meravigliosa espressione tipicamente parigina. Vuol dire, letteralmente: “Non é grave”. Tradotto in #ItalianoVero: “Sta’ senza pensier“. N.B. La si usa in QUALSIASI situazione. Ecco qualche esempio: Interlocutore A: “Ho mangiato la pizza” Interlocutore B: “Ce n’est pas grave” Interlocutore A: “Credo di essere incinta” Interlocutore B: “Ce n’est

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Allah Akbar, Inshallah! Denuncia di borseggio terminologico

#Bonjour #Paris n. 34-26/08/2018 A Parigi non sei abbastanza “cool” (figo), se nel tuo vocabolario non usi correntemente la parola araba “Inshallah” (pronunciata: insciallà). Vuol dire semplicemente “se Dio lo vuole“. Esempio di utilizzo: Contesto: due amici che si salutano a fine serata dopo aver preso un “verre”, un aperitivo Interlocutore A: “Dai, allora la prossima volta ci vediamo a settembre

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