#Bonjour #Paris n. 41-02/09/2018 Amici e amiche italiani, faccio outing: ieri ho giocato a bocce come un pensionato. E ve lo dico, mi sono divertita. Tanto!

#bastaPregiudizi
#leBocceSonoGiovani

N.B. Invito a notare, nella foto (thanks Jo Pagès 4 this pic!) l’estrema serietà con cui ho   accolto questa nuova sfida della mia vita #CoseSerie Perché le bocce richiedono un sacco di concentrazione e un calcolo continuo di una infinità di variabili #sapevatelo#Sfide#GiocareABocceèBello

P.S. Il gioco delle bocce a Parigi come nel resto della Francia è estremamente diffuso. Si chiama “pétanque“, che è leggermente diversa dal gioco delle bocce italiane: l’obiettivo é sempre riuscire a disporre le proprie bocce vicino al cochonnet, il pallino. Ma per esempio si tira tenendo i piedi dentro un cerchio tracciato sul terreno, senza poter prendere una piccola rincorsa. #OrdeDiPensionatiChePrendonoLaRincorsa

Il termine 《pétanque》 deriverebbe proprio da 《pés tanqués》, che significa piedi ben attaccati al terreno. Una regola, questa, introdotta al gioco tradizionale nel 1907 da Jules Hugues, un campione che soffriva di reumatismi e non riusciva quindi più a giocare al suo gioco preferito… ma questo non conferma che sia un gioco #DaVecchi. Vi spiego:

1. Il gioco delle bocce è davvero fico, in quanto vintage #AmoIlVintage

2.  È un gioco estremamente popolare: l’unico costo è quello delle bocce e a Parigi puoi anche prenderle in prestito in certi locali comunali;

3. È uno dei rari sport in cui si può giocare in squadre miste, uomini e donne, vecchi e bambini da 2 a 6 persone (ma ho visto competizioni “non ufficiali” che contavano tipo 12 persone, basta avere un’altra scatola di bocce);

4. Si può praticare praticamente ovunque (ho già visto giocarla su delle aiuole spartitraffico) con qualsiasi stagione (tranne con la  grandine e la neve, credo, che impedirebbero lo scivolare corretto delle bocce);

5. Si vince quando si arriva a totalizzare 13 punti, il mio numero preferito, che in Francia porta sfiga #eGgià #13come17inItalia

P.P.S. A proposito del numero 13 e delle bocce: ne “La Commedia umana”, la prima parte della trilogia “Storia dei tredici” di Honoré de Balzac (1833), l’autore scrive una novella, “Ferragus”, inclusa nelle “Scene della vita parigina”, dove descrive così i giocatori di bocce installati a faubourg Saint-Marceau:
《I giocatori di bocce, gli uomini più fanatici che ci siano, come fondamentalisti di una qualche religione »
#NienteèCambiatoDaAllora