#Bonjour #Paris n. 38-30/08/2018 Ci sono giorni un po’ così, fortunati! Ieri per esempio mi è capitato di andare due volte al cinema per due pellicole per cui ne vale assolutamente la pena: alle 10 e mezza del mattino, ero ad un cinema indipendente sugli Champs-Elysées ad una anteprima stampa di un film di nicchia, “Chriss The Swiss” di Anja Kofmel; e 12 ore più tardi, ero nei dintorni di Opéra per assistere alla proiezione notturna dell’ultimo capolavoro di Spike Lee, “BlacKkKlansman“, uscito la scorsa settimana nelle sale, facendo il tutto esaurito.

Andare al cinema a Parigi, non solo mi ha consentito di amare film e registi che in Italia talvolta non hanno mai varcato la soglia di una sola sala, ma pure ad osservare (e a condividere!) usi e costumi dei nostri cugini francesi in fatto di cinema. Li riassumo qui in 10 punti:

1. Approfittate dei festival di cinema: ce ne sono tantissimi e di tutti i tipi. Dedicati ai cortometraggi, ai documentari, ai diritti di qualche fascia di popolazione più o meno svantaggiata, a qualche paese vicino e/o lontano, e… E soprattutto, potrete assistere ai dibattiti e agli incontri post-proiezione con la produzione, ma soprattutto con registi e attori;

2. Abbonatevi: il prezzo del biglietto può rappresentare una cifra importante, tra gli 8 e i 14 euro…quindi, abbonatevi! Vi impegnerete in genere su un anno e esistono abbonamenti di tutti i tipi (tipo: 7 entrate su un anno a 35 euro, o 20 euro al mese per entrate illimitate etc…). E preferite i piccoli cinema indipendenti per scegliere dove abbonarvi… Pensate che avrete l’imbarazzo della scelta per le proiezioni, previste dalla mattina a mezzanotte passata, 7 giorni su 7… Un sogno, basta organizzarvi!

3. Fate silenzio, sempre: occorre tacere, non deve volare una mosca dal momento in cui si proietta la pubblicità (che può durare anche mezz’ora buona…). Ne va della vostra incolumità. Non scherzo #NONscherzo Ho assistito alla malaugurata scena di una spettatrice che, una volta terminato il film, ha ingaggiato una discussione accesa con un altro spettatore su pretesto che ques’ultimo non aveva spento il telefono nel corso della proiezione, lasciando la vibrazione e avendo cura di arrivare a rispondere a una chiamata. Lei era aggressiva e pedante, ma il tipo, dal canto suo, era un vero cretino. La discussione si è tinta di toni sempre più forti fino a quando è completamente degenerata e i due, nel bel mezzo della strada all’uscita dal cinema, sono arrivati alle mani #StoriaAssurda #sapevatelo ;

4. Restate immobili e, se proprio fremete di commentare il film con il vostro vicino – tipo dire: “bello!”, o “finalmente è finito, esco!” -, un rapido sussurro è consentito tra la fine del film e la scomparsa dell’ultima riga dei titoli di coda. Meglio in ogni caso aspettare che le luci siano state accese. Se queste ultime vengono accese prima della fine dei titoli di coda, potrete assistere a spettatori che annunciano di farsi portavoce per tutti gli spettatori in sala di andare a lamentarsi con la direzione del cinema per lo spiacevole disagio arrecato con una accensione troppo precoce dell’illuminazione;

5. Arrivate in anticipo: anche se la pubblicità dura ore. Prevedete almeno mezz’ora di anticipo sulla proiezione, soprattutto il weekend o alle prime proiezioni all’uscita dei film, altrimenti vi toccherà la prima fila e potrete di conseguenza dire addio alla vostra nuca;

6. Non mangiate: o se proprio dovete, prendete spunto dai ventriloqui e evitate tutto ciò faccia rumore. Considerate quindi la #rumorosità di tutti gli imballaggi prima di scegliere un qualcosa da portarvi in sala e, va da sé, evitate gli alimenti che scrocchiano;

7. Prenotate: se intendete assistere a una avant-première, prenotate con una settimana di anticipo; qui le sale si riempiono e strabordano di gente di tutte le età, che fanno file di ore per assicurarsi un buon posto (vedi perché non puoi spesso immaginare di negoziare il posto scritto sul tuo biglietto) o prenotano con un miliardo di giorni di anticipo;

8. Versione originale: preparatevi a leggere i sottotitoli, perché i film sono per la maggior parte in lingua originale (segnalati con la sigla VO, altrimenti vedrete l’annotazione VF). I film italiani, che spesso sono in dialetto napoletano (ai francesi piacciono tanto i film che raccontano storie di degrado e miseria ambientate a Napoli, #mah)…, ecco, ammetto di dover ricorrere ai sottotitoli in francese per capire i dialoghi in dialetto #UnaQuestioneDiAbitudine ;

9. L’intervallo non esiste con buona pace di tutti #EvvivaEvviva ;

10. I piccoli cinema indipendenti… sosteniamoli ovunque. E’ l’appello che il direttore del cinema Balzac, cinema indipendente a pochi metri dall’Arco di Trionfo (proietta film d’essai ma anche spettacoli di opera, offrendo talvolta il gelato…!) lancia all’inizio di ogni spettacolo della domenica pomeriggio, augurando a tutti gli spettatori una buona proiezione. Ma ve lo immaginate un discorso di benvenuto tenuto nelle multisale in pieno stile aeroporto? Ecco, sì, i cinema indipendenti sono più belli, più intimi, più umani, vintage, caldi, hanno tariffe abbordabili per contribuenti di fascia media, disoccupati, giovani e anziani, etc e ahimè sono a rischio chiusura, minacciati dalla multisale.

P.S. Un piccolo pensiero triste va ai tanti cinema che hanno chiuso anche a Ferrara, ma anche a uno dei miei cinema preferiti a Parigi, La Pagode (era guarda caso a forma di pagoda, con un giardino nascosto troppo romantico non lontano dalla Tour Eiffel…). È chiuso ormai da tre anni. #SosteniamoICinemaIndipendenti