La MDJ al Premio Bayeux, Mani: «Essere giornalista è una forma di responsabilità verso il mio Paese»

Articolo pubblicato in francese su: L’oeil de l’exilé: https://goo.gl/Kj24kM Mediapart: https://goo.gl/2iV62t Poche ore prima della consegna del Premio Bayeux-Calvados dei corrispondenti di guerra, sabato 8 ottobre 2016, l’Afganistan era protagonista. Per l’edizione numero 23 di questo evento di punta, la Maison des journalistes ha voluto raddoppiare gli incontri del fine settimana, proponendo l’intervento di due giornalisti afgani rifugiati in Francia: Khosraw Mani

Continua a leggere

Crisi dei migranti, da Lampedusa a Parigi, «L’accoglienza è la risposta più intelligente»

Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé «L’accoglienza dei migranti non è solo una risposta umana, ma la risposta più intelligente». Questo è ciò che il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, ha dichiarato sabato 17 settembre alla tavola rotonda “L’accoglienza dei rifugiati: i sindaci si impegnano” condotto da Maryline Baumard nell’ambito del Festival di Le Monde nella sala piena dell’

Continua a leggere

Intervista a Elyse Ngabire, grande firma della politica burundese:«Non si sceglie di essere dei rifugiati»

Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé Dal settembre 2015, Elyse Ngabire è rifugiata in Francia, presso la Maison des journalistes. Giornalista burundese del gruppo editoriale Iwacu, responsabile delle questioni politiche, era anche la coordinatrice delle trasmissioni realizzate con i quattro ex capi di Stato del Burundi. Fino a settembre 2015, quando nove agenti tentarono di arrestarla presentandosi a casa sua. Venerdi 28

Continua a leggere

«Scrivere, non è un buon lavoro»: Moneim Rahma, una penna esiliata dal Sudan

Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé Per leggere la versione in arabo tradotta da Samih Elsheikh, clicca qui «Mi sento molto, molto triste. Scrivere poesie, non è un buon lavoro. Poiché è fonte di dolore, mi tocca e mi ricorda le nostre sofferenze». Abdelmoneim Mohamed Ahmed Rahmallah è un poeta, scrittore, attivista originario di El-Damer, città della regione del

Continua a leggere

OFPRA, Pascal Brice : «Conosco una sola risposta: accoglienza, umanità e rigore»

Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé Quando pensiamo che il viaggio sia quasi finito, affiché il destino divenga una nuova vita, non resta un passo da compiere: il riconoscimento dello status di rifugiato. Ne ha parlato Pascal Brice, direttore generale dell’Ufficio francese per la protezione dei rifugiati e degli apolidi (OFPRA), domenica 19 giugno 2016 a TEDx ChampsÉlyséesSalon Exils

Continua a leggere

MDJ, incontro con tre giornalisti siriani : «Che sia in Sudan o in Siria, é il popolo che deve pretendere il cambiamento»

Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé Mercoledì 1 giugno, nel tardo pomeriggio. La Maison des journalistes (MDJ) ha accolto tre giornalisti dell’opposizione siriana, Jawad Sharbaji, capo redattore di “Enab Baladi” e Sultan Jalabi, dell’agenzia di stampa indipendente “Smart News” (entrambi risiedono attualmente in Turchia) e Abo Bakr al-Haj Ali, corrispondente di guerra per “al Jazeera”, “Reuters”, “Middle East Eye” e

Continua a leggere

Il bell’ebreo di Ali Al-Muqri : un inno alla laicità e all’amore, tra passato e presente

Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé «Ho finalmente realizzato il mio sogno di sposare Fatima; da quest’evento hanno avuto origine tante speranze e, insieme, tante calamità. Ora, dopo essermi ritrovato in balia del fato ed essere stato travolto dalla sciagura della morte, ho deciso di raccontare la storia di Fatima».  Inizia cosi Il Bell’ebreo, l’unico romanzo tradotto in italiano,

Continua a leggere

Esiliato del paradiso, la scrittura diventa un rifugio e una battaglia

Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé Esiliato dal paradiso. E’ questo il titolo dell’ultimo libro di Jacobo Machover, autore cubano in esilio da oltre cinquant’anni, che ci accompagna, pagina dopo pagina, nel racconto della sua vita di dissidente. Una vita intrecciata al periplo della sua famiglia, ebrea, perseguitata dal nazismo, e alla storia del suo popolo, dei cubani, oppressi

Continua a leggere

Parigi, 13 novembre 2015: la banalità del male

“Don’t pray, think”. Non pregare, rifletti. E’ questo lo slogan che Muzaffar, fotoreporter siriano rifugiato a Parigi da due anni, ha postato su Facebook all’indomani dell’attentato di venerdì 13. Silenzio, Parigi si raccoglie. Il rumore di un elicottero irrompe nel cielo di Parigi. Incrocio un’auto dai vetri oscurati e abbasso gli occhi. Sirene corrono sui tettucci di furgoni blindati. Senza

Continua a leggere
« Vecchi articoli Recent Entries »