Pubblicato in francese per L’oeil de l’exilé

«L’accoglienza dei migranti non è solo una risposta umana, ma la risposta più intelligente». Questo è ciò che il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, ha dichiarato sabato 17 settembre alla tavola rotonda “L’accoglienza dei rifugiati: i sindaci si impegnano” condotto da Maryline Baumard nell’ambito del Festival di Le Monde nella sala piena dell’ Anfiteatro dell’Opera Bastille. Intervenuti accanto alla “Leonessa” di Lampedusa, premio Simone de Beauvoir 2016: il sindaco di Parigi Anne Hidalgo e Pascal Brice, direttore dell’OFPRA, l’Ufficio francese per i rifugiati e gli apolidi.

13«A coloro che non sono umanisti per convinzione – si è associata alla posizione di Giusi Nicolini, Anne Hidalgo – dico: lo siate sia per pragmatismo, perché ci protegge». Il sindaco di Parigi precisa: «Dobbiamo evitare l’enorme confusione che viene fatta tra terroristi e rifugiati, ma non dobbiamo essere ingenui: dobbiamo vedere che in queste filiere ci saranno degli infiltrati. Ma la dignità dell’accoglienza dei migranti, tra cui minori non accompagnati arrivati a rischio della loro vita, è un dovere, un segnale, e quindi una questione di sicurezza».

Alla luce delle realtà delle loro città, i due sindaci hanno invitato i loro governi e l’Unione Europea ad assumersi le rispettive responsabilità. E sono riuscite ad ottenere un supporto concreto, anche se il dialogo «non è sempre facile».

15nicolini«Oggi la situazione è cambiata, Lampedusa non è la sola porta dell’Europa nel Mediterraneo – fa sapere Giusi Nicolini -. La marina italiana e americana, e le navi di altri Paesi europei che partecipano ad operazioni come Frontex, ha portato la maggior parte dei migranti in altri porti italiani. La Regione ha infine incrementato i servizi sanitari sull’isola per l’accoglienza dei migranti che si trovano in situazioni di emergenza, per questioni legate alla traversata, o delle donne in gravidanza. Quest’anno, abbiamo registrato un boom di turisti, facendo di Lampedusa l’esempio che  l’accoglienza è possibile. Noi, sindaci di frontiera, ci siamo uniti per avanzare proposte unitarie per cambiare le norme di ingresso in Europa. Perchè la tragedia del Mediterraneo, 3 000 morti registrati quest’anno, è la più grande vergogna di cui l’Europa si sta macchiando».

16hidalgoIn Francia, nella capitale, Anne Hidalgo ha lavorato in questa stessa direzione, fin dall’inizio del suo mandato. «Quando a Parigi abbiamo affrontato i primi arrivi di massa nell’estate del 2014, ed i campi abusivi creatisi un po’ dappertutto, la prima reazione è stata quella delle associazioni, per portare aiuti e sollecitare il nostro intervento, anche se era una responsabilità dello Stato. Ovviamente siamo stati al loro fianco nell’azione di dare un tetto, non di sgombero, con una saturazione di tutti i dispositivi di emergenza».

Il sindaco di Parigi aprirà un centro di accoglienza d’urgenza per i migranti, in modo da offrire loro un’alternativa alla strada: «Dobbiamo essere realisti e pragmatici: dobbiamo offrire soluzioni per guidare e assistere queste donne e questi uomini nella ricostruzione delle loro vite. A fine 2015, quando Angela Merkel ha cambiato la sua posizione in merito all’accoglienza dei rifugiati, il dialogo con il nostro governo è finalmente cambiato. Ero pronta a mettere a disposizione una serie di edifici della città per essere in grado di accoglierli. Con il sostegno dello Stato, dei prefetti della regione e della città, a metà ottobre, apriremo un centro a Porte de la Chapelle dove i migranti potranno essere accolti in condizioni dignitose, essere curati ed infine essere orientati verso altri dispositivi in base ai bisogni».

14Un’accoglienza dignitosa e organizzata, questa è la questione centrale che Pascal Brice chiama a guardare con lucidità: «L’accoglienza dei rifugiati ha bisogno di una mobilitazione collettiva e politica, in primo luogo, per amplificare le azioni intraprese. Perché il diritto d’asilo è in continua evoluzione, anche se è sempre applicato nel rigore e nella benevolenza: 4 anni fa, il diritto di asilo era riconosciuto al 9% dei richiedenti, oggi al 30%. Su questa base, possiamo farlo progredire attraverso l’organizzazione e il controllo delle varie procedure, nel rispetto delle competenze di ognuno. Constatiamo il lavoro che ci resta da fare, in particolare nella regione di Parigi, relativamente all’accesso alle procedure».

Costruire reti, contro i muri

pfm«E’ triste vedere come il principio di solidarietà – ha concluso il sindaco di Lampedusa – non sia sempre condiviso nella nostra stessa Europa, nonostante la Commissione avesse apparentemente imposto la “ricollocazione” da applicare negli hot-spots italiani e greci. Penso alla Polonia che ha rifiutato di ospitare 200 migranti, quando Lampedusa ha accolto 300.000 migranti in 20 anni e solo 10.000 quest’anno. Noi, sindaci di frontiera e delle grandi città, da Lampedusa a Parigi, rappresentiamo l’altra faccia dell’Europa, il suo volto umano: stiamo creando reti solidali di accoglienza. E dimostreremo che siamo dalla parte giusta della Storia». Ne è convinta anche Anne Hidalgo, che conferma: «In questa battaglia, ci siamo riuniti per fronteggiare elementi di polemica e per rivolgere con forza diversi appelli all’Unione Europea. Perché siamo dei punti di appoggio territoriali che devono essere riconosciuti e ascoltati come interlocutori a pieno titolo, da supportare nell’organizzazione di un’accoglienza degna, nel rispetto della legge».