#Bonjour #Paris n.98-28/10/2018 Con questa canzone di Jean Ferrat, La porte à droit (“La porta a destra”), il cui testo fu scritto dal poeta libertario Guy Thomas.

Aggiungo solo che apparve nell’album “Je ne suis qu’un cri” (“Non sono che un grido”)… 33 anni fa.

#ParolaLibera
#BuonaDomenica

Provo a tradurne alcune strofe:

Mi è stato detto che le tue idee non sono più alla moda,
Quando si vuole governare non è così comodo,
Bisogna evidentemente adattarsi al terreno,
Aggiungere giorno dopo giorno un po’ d’acqua nel proprio vino
[…]
*
[Ritornello]
La porta della felicità è una porta stretta
Oggi mi si dice che è la porta a destra
Che non bisogna più sognare e che è opportuno
Dimenticare le nostre follie pre-1981 (NDR anno in cui Ferrat perse sua moglie Christine Sèvres)
[…]
*
Mi è stato detto: hai capito che le tue idee arcaiche
Non faranno che aggravare la crisi economica
Come anche la libertà in un mondo più giusto
Fa parte di uno slogan un po’ vetusto
[…]
Si comincerà per togliere la pillola
*
Poi bisognerà usare per bene gli insetticidi
Ristabilire la morale con la ghigliottina
E poi licenziare i cattivi sindacati
Per conservare solo quello che piace al padrone
*
Mi hanno detto che bisogna mostrarsi realisti
Che ci sono delle cose buone nei giornali razzisti
Che bisogna ripulire questo caro e vecchio paese
Se non si vuole che diventi una topaia
*
Devo confessare che questi propositi mi disgustano
Quando vado a bere un caffè al bar della piazza del mercato
Certe volte credo di rivedere sulla carta ingiallita
La foto di Pétain nel mio bicchiere d’acqua di Vichy
La porta della felicità è stretta
*
Che non mi si dica più che è la porta a destra
[…]