#Bonjour #Paris n.83-13/10/2018 “Se recroqueviller”: oggi la mia reazione alla sveglia si riassume nell’irrefrenabile desiderio di mettere in pratica per almeno 24 ore questa parola qui… una parola francesissima che adoro perché incredibilmente efficace, anzi… magica! Per due ragioni:

  1. il solo tentativo di pronunciarla, ne implica l’intenzione, data la difficoltà, di concretizzarla al più presto;
  2. il significato di cui si fa portatrice è facilmente comprensibile: è una adorabile onomatopea.

Ma come si pronuncia? Provo a scrivere di seguito come vada pronunciata e poi cerco di combatterne gli effetti con un doppio espresso: “Se recrocvije” (considerando ovviamente che la “R” si pronuncia come una R moscia e la “J” come il suono “gli” pronunciato alla romana).

E poi… Immaginate l’italianizzazione di questa parola… “Recroccovillarsi”… #ADORO

Ecco dai, … Non vi state già immaginando accoccolati come un gatto pigro, magari davanti al camino, con un libro in mano, la pioggia fuori e una tazza di cioccolata calda fumante accanto?

Ah ok, fuori c’è un sole incredibile e oggi sono previsti 25 gradi. Bon. Vale lo stesso, immaginatevi distesi sull’erba, al sole…

Allora… “se recroqueviller” vuol dire “ripiegarsi”, “raccogliersi”, “accoccolarsi”. Rinvia proprio alla posizione fisica che un individuo prende come reazione al freddo, ma anche alla paura, alla vergogna…. alla stanchezza di tutta una settimana particolarmente faticosa… Ecco, il mio caso. Meno male che è sabato! #RecroccovillarmiOra

Buon weekend!

#BonSamedi