#Bonjour #Paris n. 30-22/08/2018 Si chiamano “AbriBus” e sono le pensiline alle fermate dei bus di Parigi.

Qualche cifra: Ce ne sono 2000 sparse per la città, e si trovano lungo i quasi 4000 km delle 353 linee che attraversano giorno e notte la città.

Da abribus a abriusb. D’ora in poi, queste pensiline parigine potremmo chiamarle “AbriUSB”. Perchè da tre anni – e confesso, me ne sono accorta solo qualche tempo fa -, sono state rinnovate per accogliere una porta USB utile per caricare, ad esempio, il proprio cellulare. Perché ammettiamolo, il cellulare si scarica, a livello zero, sempre, inesorabilmente, quando NON dovrebbe. E allora perché non approfittare dell’attesa del bus per recuperare qualche tacca di batteria?

E allora sì, stamattina ho voluto provare questo servizio presso l’abribus della Motte-Picquet-Grenelle. Con emozione, posso confermarlo: è un servizio che funziona! E mentre lo testavo, ne ho anche spiegato l’utilizzo a due simpatici pensionati che aspettavano il loro bus.

Attenzione: Usufruire di questo servizio, non richiede né biglietto, né abbonamento al servizio di trasporto pubblico. Allora, la domanda è lecita e sorge spontanea. Come recita uno slogan che circola sul web: “If it’s free, you’re the product“. Ovvero, se il servizio è gratis, il prodotto allora sei tu. Ecco doverosa la mia piccola nota da geek: occorre prendere in conto il rischio che comporta la connessione di strumenti informatici contenenti dati più o meno sensibili (cfr. il nostro cellulare). Pertanto, va bene affidarsi al fatto che la legge ci protegge, ma è prioritario prendere personalmente delle misure per proteggere la nostra sicurezza. Il cavo USB di uno smarphone ha oggi infatti la doppia funzione di ricarica elettrica e di trasferimento dati. La mia piccola accortezza geek, per evitare questo rischio di “borseggio dati”, è dunque quella di equipaggiarmi di un cavo USB a singola funzione di caricamento. Sempre in borsa e stop. Voilà!