#Bonjour #Paris n. 25-17/08/2018 Sui rendez-vous e la concezione del tempo a Parigi. Sfatiamolo ‘sto mito che gli italiani sono sempre in ritardo! Io, appassionata coltivatrice di ritardi, a Parigi mi sono finalmente sentita capita dai nostri cugini d’oltralpe.

Piccolo dizionario degli sms inviati da un parigino/a prima di arrivare a un appuntamento in amicizia (rendez-vous: “rdv” ***attenzione questo discorso non è valido per i rdv professionali ai quali è sempre bene arrivare con 5 minuti precisi di anticipo***):

1. “Je pars dans une demi-heure” (Parto tra mezz’ora): Vuol dire che deve passare da casa per mangiare qualcosa al volo (calcola 1 ora e 10 minuti);

2. “Je suis dans les transports” (Ho preso i mezzi pubblici): vuol dire che non è ancora uscito/a di casa, ma sta entrando in doccia (calcola 50 minuti)

3. “Je suis coincé-e dans le métro” (Sono bloccato/a in metro): sta entrando in metro (calcola 35 minuti);

4. “Tu es où? Je suis là mais je ne te vois pas” (Dove sei? Sono qui e non ti vedo): sta uscendo dalla carrozza della metro e ha ancora 10 minuti di scale da percorrere per uscire;

5. “Désolé-e, j’ai couru comme un fou mais là il doit y avoir de manif aujourd’hui à Paris, n’est-ce pas ?!” (Scusa, ho corso come un pazzo ma deve esserci una qualche manifestazione a Parigi oggi, no?!): alla fine però colpa tua se non hai ancora capito che quando hai un rdv devi calcolare almeno 20 minuti sull’ora fissata #eCheCavolo #LeCoseNonDette

Perché poi questa cultura del tempo décalé si nutre di una imbarazzante scelta in tema di giustificazioni… Ecco la top 10 delle scuse:

1. Colis suspect (pacco/zaino/valigia etc abbandonato in metro e conseguente blocco della linea per intervento della polizia);

2. Trafic perturbé/interrompu in metro (perturbazione o interruzione del traffico della metro…spesso dovuto a manifestazioni);

3. Accident grave de voyageur (suicidio sui binari della metro e blocco della linea: è così frequente che ho letto che succede per forza a tutti i conducenti di tutte le 16 linee della metro e fino a 5 volte nel corso della loro carriera, per dire);

4. Travaux en cours sulla RER (lavori in corso sul treno metropolitano: comporta traffico interrotto o rallentato oppure alcune stazioni chiuse);

5. Grève (sciopero dei funzionari dei trasporti pubblici, frequenza delle metro ridotta: attesa media di 6/7 minuti invece di 2/3 e conseguente trasformazione della metro in giungla per riuscire a salire in metro);

6. Déviation (deviazione del traffico urbano per lavori al manto stradale/fogne);

7. Tournage (strada bloccata per la realizzazione di un qualche film): la foto che posto qui l’ho scattata ieri mattina sul tragitto casa-lavoro;

8. Pas de vélib / parking vélib dispo (nessuna bici pubblica disponibile o di posto per parcheggiarla: confesso che era in assoluto la MIA giustificazione, ma ormai il servizio vélib non esiste più da settembre 2017, dato che il cambio di società incaricata é stato un totale fallimento);

9. Pas de parking (trovare parcheggio è talvolta impossibile tra settembre e giugno: si può girare per ore ma non avrai neanche la possibilità estrema di una doppia fila giusto provvisoria);

10. Le GPS (non sempre, nemmeno in pieno centro cittadino, ci si può davvero affidare completamente al navigatore cellulare #giuro). In corollario: mai chiedere indicazioni stradali a un passante, perchè qui NESSUNO sa mai niente o ti risponderà: “Devo guardare sul mio GPS”.

La mia stella polare resta sempre la Senna.

Tuttavia, il jolly sempreverde ma da usare in caso di ritardo al di sopra di ogni aspettativa è: “Dégât des eaux chez le voisin du dessus” (fuga d’acqua/inondazione dovuta al vicino del piano di sopra con conseguente attesa dell’intervento dell’assicurazione, dell’idraulico, del proprietario etc). Detto questo, corro che sennò ritardo! 😉😘

P.S. Chissà se Beckett, irlandese trapiantato a Parigi, concepì “En attendant Godot” proprio perché non si rassegnava alla cultura del tempo parigina #Mistero #QuestioniAperte