Articolo pubblicato in francese su L’œil de l’exilé: http://www.loeildelexile.org/droits-migrant-paris/

«Oggi vi chiedo qualcosa di più della vostra semplice partecipazione a questo anniversario. Lontano da sentimentalismi, vi esorto a riflettere sull’assoluta urgenza di rendere attuale questa Dichiarazione, per difendere la nostra causa contro individui pieni di odio, e per far quindi avanzare i diritti umani.

La scelta che si apre a noi è chiara: possiamo difendere ardentemente questi diritti o possiamo permettere che siano decostruiti e corrosi fino al loro abbattimento, facendo cedere il nostro mondo alla violenza».

Zeid Ra’ad Al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, in occasione dell’apertura della riunione del Consiglio comunale di Parigi dell’11 dicembre 2017, in occasione del 70 ° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

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L’apertura del Consiglio comunale di Parigi, l’11 dicembre 2017

Parigi – All’indomani della Giornata dei diritti umani celebrata al Palais Chaillot, domenica 10 dicembre, la settimana è iniziata all’Hotel de Ville con l’ultimo incontro dell’anno del Consiglio comunale di Parigi.

In apertura dell’assemblea, l’intervento di Zeid Ra’ad Al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, invitato dalla Sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, in occasione del 70 ° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. diritti umani.

« Ra’ad Al Hussein conosce la nostra risoluta azione al servizio dei diritti umani e alla necessità di rimanere mobilitati, quando 70 anni dopo la Dichiarazione stiamo ancora affrontando una situazione allarmante – parla la Sindaca dopo un un momento di silenzio in omaggio alle vittime del terrorismo -, dove i popoli sono sottoposti a regimi autoritari e vittime di conflitti armati, le minoranze vengono perseguitate, le donne violentate, i rifugiati subiscono le peggiori violenze durante il loro viaggio e la schiavitù esiste in un certo numero di paesi. Di fronte a questa situazione, le città hanno un ruolo importante da giocare e Parigi deve prendere il posto che le spetta. Le città sono di fatto la prima linea di frontiera della globalizzazione, per accogliere con gioia le popolazioni giovani e creative e anche quelle che stanno meno bene e sono in cerca di protezione ».

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Cittadinanza onoraria per i rifugiati per la libertà di opinione: sostegno a ICORN e alla Maison des journalistes

Anne Hidalgo (nella foto sopra) sottolinea il lavoro svolto per permettere a tutti l’accesso a servizi essenziali e per garantire il rispetto dei diritti umani: « Facciamo in modo che i rifugiati possano essere accolti con dignità. Ringrazio pertanto la stragrande maggioranza del Consiglio comunale di Parigi, a cui si uniscono alcuni membri dell’opposizione, per il suo sostegno all’apertura di due centri di accoglienza, uno per uomini, uno per donne e famiglie. Ringrazio anche – continua la sindaca di Parigi – la maggioranza e l’opposizione per il loro sostegno a iniziative riguardanti giornalisti e artisti attraverso l’ICORN, la rete di città rifugio e attraverso la Maison des journalistes, un luogo simbolo della solidarietà che vantiamo. Parigi continuerà – promette Anne Hidalgo – a proteggere attraverso la sua cittadinanza onoraria tutte le donne e tutti gli uomini minacciati nella loro vita per aver espresso la loro libertà di opinione ».

«Vi chiedo di prendere il testimone di una delle più importanti battaglie della nostra Storia»

Invitato a parlare, Zeid Ra’ad Al Hussein aggiunge: «Le donne e gli uomini di Parigi hanno sempre combattuto per la libertà, la giustizia, l’uguaglianza, valori che hanno innalzato la causa dei diritti umani. Esprimo la mia più profonda gratitudine e vi chiedo – Ra’ad Al Hussein si rivolge all’auditorium – di prendere nuovamente il testimone di una delle più importanti battaglie della nostra Storia, quella che mira ad offrire ad ogni essere umano un mondo più giusto, libero, dignitoso. Perché i diritti umani sono inalienabili e non possono essere rimossi legittimamente da alcun governo o attore. Perché i principi di giustizia, uguaglianza e dignità sono le basi che garantiscono una pace duratura tra società e all’interno delle stesse società».

Oggi, come sostiene l’Alto Commissario delle Nazioni Unite, i diritti umani sono in serio pericolo: «Stati e altri attori violano volontariamente le regole della decenza umana elementare. Milioni di persone sono vittime di umiliazioni, discriminazioni, sfruttamento, privazione, tirannia. Qui in Europa e altrove, assistiamo all’ascesa di nazionalismi che diffondendo paura, razzismo, xenofobia, raccolgono i frutti del loro lavoro quando folle urlanti attaccano i più vulnerabili».

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Determinare un tessuto sociale forte e resiliente di valori condivisi

Ristabilire la giustizia è quindi fondamentale, secondo il rappresentante delle Nazioni Unite (nella foto sopra): «Voi, rappresentanti eletti dal popolo, avete un ruolo decisivo da svolgere nella difesa dei diritti umani e nel rispetto della dignità umana all’interno della comunità. In seno al Consiglio comunale di Parigi, vi è possibile derminare un tessuto sociale forte e resiliente di valori comuni, nella promozione dell’uguaglianza di ciascun individuo indipendentemente dal sesso, dalla razza, dall’etnia, dalla credenza religiosa, dalla disabilità, dall’orientamento sessuale e quindi dallo status di migrante. E questo – dice Ra’ad Al Hussein – aiutando le persone a capire che le loro somiglianze sono ben più numerose delle loro differenze. Costruendo ponti tra comunità e distruggendo muri, invece di costruirli».

Porre le basi per il riconoscimento dei Diritti dell’Uomo Migrante

Davanti alle violenze estremiste che «si nutrono dell’alienazione e della discriminazione», la sfida da cogliere oggi è concreta, come afferma Ra’ad Al Hussein: «In questa bellissima città che ha subito gli attacchi orribili del 13 novembre 2015, voi siete in grado di provare empatia e rispetto. Questi valori di inclusione mettono fine alle forze dell’odio e costruiscono la pace. Voi potete quindi garantire delle opportunità ai giovani, quando sono condannati all’incertezza economica e alla disperazione perché la loro amarezza sta divorando il tessuto sociale.

Allo stesso modo, se la regola dei diritti è asservita a fini politici e personali (e quando le forze dell’ordine sono percepite come violente, arbitrarie e ingiuste, nutrendo il risentimento e il desiderio di vendetta), in quanto attori politici, economici e sociali riconosciuti in questo Paese e in tutta Europa – conclude il suo intervento l’Alto Commissario per i diritti umani – reagite ponendo le basi per il riconoscimento dei Diritti dell’Uomo Migrante».

Rispettare e proteggere i diritti fondamentali al di là dello status giuridico

«Condivido con molti di voi la preoccupazione per gli attacchi intollerabili ai migranti in Libia. La mia preoccupazione si estende in particolare alle sorti dei migranti in molti Paesi europei. Desidero ricordare che le autorità sono tenute a far rispettare e a proteggere i diritti fondamentali di tutte le persone indipendentemente dal loro status giuridico».

Una battaglia che appartiene alla nostra generazione e che, come afferma il rappresentante delle Nazioni Unite, «possiamo e dobbiamo avere successo».