Teatro digitale, due chatterbot si confrontano sulla natura umana
Con Hello Hi There, Annie Dorsen riattualizza il dibattito Chomsky-Foucault

(Occhiaperti.net, 26 novembre 2013)

Recentemente al Teatro della Villette di Parigi è stata messa in scena una pièce di teatro digitale della poliedrica artista americana, Annie Dorsen. “Hello Hi There”, questo è il titolo dell’opera, che rientra a pieno titolo nel teatro concettuale, nonché di apparente improvvisazione. Mentre la sala si riempie, l’autrice se ne sta a bordo palco, sulla sinistra. Siede ad una scrivania, davanti ad un notebook. Legge ad alta voce una dichiarazione di intenti, digitandola su due grandi schermi allestiti sul palco. La scena è composta inoltre da un televisore di media grandezza, in un angolo, e da una piccola collinetta coperta d’erba artificiale, che è posta in mezzo al palco, e che accoglie due computer portatili posti l’uno a fianco dell’altro. “Stasera inventeremo nuove discussioni” annuncia l’autrice, lasciando la scena alla tv.

L’attenzione si concentra sul piccolo schermo, che inizia a trasmettere il celebre dibattito tra Noam Chomsky e Michel Foucault, datato 1971. Pochi minuti e, alla prima domanda del moderatore, il filosofo olandese Fons Edlers, “esiste una natura umana ‘innata’ indipendente dalla nostra esperienza e priva di influenze esterne?” l’audio viene meno: “Forward Bots!”, “Avanti i robot!” invita d’un tratto la performer. Le immagini del dibattito scorrono sul monitor televisivo, mentre i due grandi schermi si illuminano divenendo i veri protagonisti della scena. Per un’ora, in diretta, trasmettono la chat tra i due attori della pièce: i due computer, ovvero i due chatterbot. [Continua…]

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Annie Dorsen

Artista newyorkese pluridisciplinare, Annie Dorsen si sposta indifferentemente tra teatro, video, danza e performance digitale. Si è fatta conoscere soprattutto negli Stati Uniti e in Europa con “A Piece of Work” e “Hello Hi There”, due spettacoli di teatro digitale. Nel 2008 firma una commedia musicale per Broadway, “Passing Strange”, di cui Spike Lee realizzerà un documentario trasmesso in anteprima al Festival di Sundance e al Festival South di Southwest Fil, e a Tribeca, prima di essere diffuso su PBS Great Performance.
Nel 2009, Dorsen crea due pièces di teatro musicale, “Ask your mama” al Carnegie Hall di New York, tratte da un poema di Langston Hughes, con Jessye Norman e The Roots. La seconda, Ethel’s Truckstop, è stato messo in scena alla Brooklyn Academy del Music’s Next Wave Festival. Collabora nel 2010 con la coreografa Anna Juren su Magical (nell’ambito dell’ImPulsTanz Festival di Vienna, presso il Side Step Festival di Helsinki, e al Teatro della Cité Internationale di Parigi). Sempre con Anne Juren, collabora con DD Dorviller per “Pièce Sans Paroles”, presentato al Festival Brut di Vienna e agli Incontri Coreografici Internazionali di Seine-St-Denis. Il suo progetto di performance pop-politica “Democracy in America” è stato presentato nella primavera 2008. Il suo cortometraggio, “I Miss”, all’origine della pièce di “Democracy in America”, è stato proiettato all’American Film Institute Festival (AFI Fest), al SXSW Fil Festival, al New York Film Festival e al Nantucket Film Festival. Oltre ai numerosi riconoscimenti per “Passing Strange”, Annie Dorsen ha ricevuto diversi premi, tra i quali il prestigioso Sir John Gielgud, che le è stato consegnato dalla Society of Stage Directors and Choreographers. Dorsen ha insegnato alla facoltà di Bard, all’Università di New York e di Fordham. È diplomata alla Scuola di Teatro di Yale.

Per saperne di più: anniedorsen.com